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The Mental Series: La squadra di sci di Israele

In this episode of ‘The Mental Series’, we approached the Israel Ski Team which has defied the odds by proving that small nations with little to no snow can compete and beat some of the best skiers in the world.
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In questo episodio di ‘The Mental Series’, abbiamo incontrato la squadra di sci israeliana che ha sfidato ogni genere di scetticismo, dimostrando che le piccole nazioni prive di neve possono competere e battere alcuni dei migliori sciatori del mondo. Abbiamo parlato con gli atleti per capire quale mentalità è necessaria per avere successo al di là di ogni pregiudizio, quando si parte meno favoriti di nazioni che presentano una cultura dello sci più consolidata.

Israele non è una nazione a cui si potrebbe pensare quando si citano le migliori squadre di sci alpino al mondo. Due anni fa, l'Israel Ski Team ha stravolto questa convinzione, imponendosi in alcune delle gare internazionali più difficili. Per un Paese che non ha quasi mai neve, molti sono rimasti sorpresi nel vedere gli atleti israeliani ottenere podi olimpici giovanili e risultati tra i primi 15 ai campionati mondiali del 2021.

La squadra di sci di Israele è composta da 4 atleti giovani e di spicco. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con alcuni di loro per capire che tipo di mentalità ci vuole per ottenere risultati così sorprendenti quando si compete con nazioni sportive più esperte, più dotate dal punto di vista economico e soprattutto più fortunate dal punto di vista geografico.

Itamar Biran, il più veloce sciatore israeliano di slalom e olimpionico, ha avuto una stagione straordinaria ottenendo il 3° e il 9° posto nelle qualificazioni ai Campionati Mondiali del 2021.  Itamar è cresciuto tra Israele, il Regno Unito e le Alpi svizzere e ha iniziato a mostrare il suo potenziale nello sci alpino fin da giovanissimo. Attualmente si allena sotto la guida di Livio Magoni, allenatore che ha conquistato il maggior numero di vittorie in coppa del mondo nella storia, e pertanto si presume possieda il potenziale per ottenere lo stesso risultato. Itamar ritiene che essere lo "sfavorito" possa essere un vantaggio quando si gareggia: "Le aspettative sono minime e quindi la pressione è molto minore rispetto ad alcuni atleti delle nazioni più forti. Questo aspetto mi consente di sentirmi più sicuro di me stesso e quindi di concentrarmi maggiormente sulle prestazioni rispetto agli altri". Una benedizione sotto mentite spoglie, forse? Itamar spiega che gareggiare per una piccola nazione sciistica comporta una certa motivazione a migliorare e a inserire il Paese nella "mappa alpina".

Adottando questo stato d'animo, Itamar affronta la sua carriera con la mentalità del "niente da perdere", che finora si è rivelata di grande successo.

Noa Szollos, una stella nascente israeliana, ha reso orgogliosa la sua nazione portando a casa 2 medaglie olimpiche giovanili nel 2020. È stato un momento storico sia per lo sci alpino che per gli sport invernali israeliani. Noa sottolinea il fatto di non vedere il luogo di provenienza e di concentrarsi esclusivamente sulle prestazioni: "Voglio dimostrare di essere una valida professionista grazie al mio modo di sciare, indipendentemente dal fatto che provenga da una nazione con o senza neve". Sebbene Noa abbia ricevuto molti messaggi negativi sui social media dopo la sua performance alle Olimpiadi Giovanili, ha precisato di concentrarsi sull'incredibile sostegno che riceve dai suoi amici, dalla sua famiglia e dai suoi allenatori.

Quando abbiamo chiesto a Noa se si sente svantaggiata quando gareggia contro nazioni sciistiche meglio finanziate e più sviluppate, ha affermato che ogni sistema nasconde dei difetti: "Le nazioni importanti sono più complesse e problematiche dal punto di vista politico, mentre io ho il vantaggio di poter prendere le mie decisioni tattiche direttamente con il mio allenatore".

In effetti, Noa concorda con Itamar: non è una nazione a definire il livello sciistico, ma sono la grinta, l'ottimismo e la fiducia a definire il tuo successo. Una visione positiva ha consentito agli atleti israeliani di convertire uno svantaggio in un vantaggio, che è uno strumento fondamentale per il successo in qualsiasi settore.

L'inclusività e il non giudizio sono un'ideologia molto importante in VIST; non siamo vincolati dall'etnia o dal background, ma piuttosto dalla professionalità e dalle prestazioni.